I blog sono considerati, ad oggi, il principale mezzo di informazione della rete, e ne nascono ogni giorno sempre di più, andando a coprire un po’ tutti gli argomenti possibili ed immaginabili. Mettere in piedi un blog, ovvero una sorta di diario ove scrivere tutto ciò che vogliamo, redigendo articoli giorno per giorno , non è un’operazione particolarmente complicata, ma neanche semplicissima da realizzare per tutta una serie di motivi, come può essere, il tempo a disposizione, la voglia, la costanza, il guadagno (che può essere anche di molto inferiore rispetto a quello che ipotizziamo, benché qualche volta superiore).

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Conoscete il portale Youtube ? Che domanda assurda! Il sito, però, non vi offre solo la possibilità di vedere infiniti filmati, ma anche di divertirvi attraverso dei giochi . Da qualche tempo il famoso Google ha lanciato YouTube Slam  in fase beta e, dopo il tempo di prova, il servizio ha ufficialmente debuttato sul portale ultra visitato. In che cosa consiste YouTube Slam ? La funzionalità vi permetterà di passare un po’ di tempo in modo simpatico e di riuscire ad accumulare punti per scalare la classifica! Se siete dei veri appassionati di Youtube sicuramente non avrete difficoltà nel riuscire ad intascare un bel gruzzolo di punti, difatti, dovrete solo capire qual è il video maggiormente favorito dagli utenti riuscendo ed evitare quello che invece risulta sfavorito . Lancia il voto e raggiunti la vetta della classifica! Collegandovi alla pagina di YouTube Slam, avrete l’occasione di scegliere fra varie categorie: Bizarre Slam : qui, troverete i video più strani presenti sul portale. Comedy Slam : le commedie più divertenti. Cute Slam : avrete a disposizione tanti clip video davvero teneri . Music Slam : famosi e non famosi video musicali . Dopo aver scelto la sezione , vi verranno messi a disposizione due clip video , uno di fianco all’altro. In seguito alla visione dovrete schiacciare il bottone blu , che si trova sotto ad ogni clip, di quello che ha ottenuto più consensi dagli utenti. Indovinando quello giusto, otterrete un punto , ma se riuscirete ad indovinare più video favoriti in fila, otterrete moltissimi punti . La situazione cambia quando beccherete quello che in realtà è lo sfavorito : in questo caso avrete solo un banale punto, sempre. Dovrete riuscire ad intascare il maggiore numero di punteggi, difatti, alla fine della settimana verrà proposta la classifica degli utenti che sono stati più bravi. Magari, potreste riuscire ad accaparrarvi il primo posto della graduatoria grazie al vostro punteggio che dovrà risultare molto alto. Pronti ad iniziare la sfida ? Link |  YouTube Slam © 2008 Ziogeek.com Tag: gioco Youtube , indovina il video , sfide Youtube , video favoriti , video sfavoriti , YouTube Slam Continue reading
Tutti, o quasi, utilizzano una o più chiavette USB per archiviare specifici dati e per avere la possibilità di accedere sempre e comunque, a prescindere dal computer impiegato, a quelli che sono i propri file. Oltre a poter essere impiegate in tal modo, le chiavette USB risultano utili anche al fine di effettuare dei backup dei file e delle cartelle presenti sul disco rigido , ovviamente a patto che il device utilizzato metta a disposizione un quantitativo di spazio sufficiente. Nel caso in cui foste alla ricerca di un semplice ma valido tool mediante cui eseguire l’operazione in questione senza troppi problemi O&O AutoBackup potrebbe rivelarsi particolarmente utile (anche per coloro che sono alle prime armi!). (…) Continua a leggere O&O AutoBackup, eseguire il backup automatico dei dati su un’unità USB o su un hard disk esterno, su Geekissimo O&O AutoBackup, eseguire il backup automatico dei dati su un’unità USB o su un hard disk esterno , pubblicato su Geekissimo il 17/01/2012 © @Bugeisha (Martina Oliva) per Geekissimo , 2012. | Permalink | Commenta! | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Backup , Freeware , Software , Windows . Post tags: automaticamente , Backup , cartelle , chiavetta USB , file , hard disk esterno , software freeware , Windows Continue reading















CANDIDATI ALLE REGIONALI IN CALABRIA: FRA IMPRESENTABILI, CONDANNATI, INDAGATI, PARENTI DI BOSS, COLLUSI CON LA ‘NDRANGHETA E CAMBI DI CASACCA. IL DEGRADO DELLA POLITICA.
CANDIDATO ALLA PRESIDENZA CON IL CENTROSINISTRA
AGAZIO LOIERO
Presidente della Regione Calabria col centrosinistra. Ricandidato. Ex deputato democristiano nel 1987 e nel 1992, non eletto nelle file del Ppi nel 1994, quindi passato nel centrodestra col Ccd, eletto senatore con la Casa delle Libertà nel 1996, trasvolato poi nell’Upr di Cossiga,quindi nell’Udeur di Mastella ed infine riciclatosi nel centrosinistra con la Margherita. Espulso dalla Margherita, ha fondato il “Partito democratico meridionale” per poi aderire al Partito democratico.
Il 24 febbraio 2004 viene arrestato il manager dell’ospedale "Pugliese-Ciaccio" di Catanzaro, Carmelo D’Alessandro, con l’accusa di corruzione, turbativa d’asta e truffa in relazione ad una gara d’appalto relativa al servizio di pulizia e disinfestazione all’interno dell’azienda ospedaliera catanzarese.
Il 27 febbraio 2004 Il Quotidiano della Calabria titola “Intercettazioni shock”. Tra le tante telefonate agli atti dell’inchiesta, viene infatti pubblicata quella in cui la moglie di Loiero indica al manager D’Alessandro le persone da assumere nell’impresa di pulizia che si era aggiudicata l’appalto incriminato. Naturalmente saltando selezioni, concorsi e procedure.
Loiero, il giorno dopo la pubblicazione delle intercettazioni shock, in una lettera al Quotidiano confermò tutto, ma si scusò dicendo che le persone “segnalate” da lui e dalla moglie non erano comunque dei parenti…
Agazio Loiero è un affezionato frequentatore delle cronache giudiziarie.Alla vigilia delle elezioni politiche dell’ aprile 1992, l’allora procuratore di Palmi Agostino Cordova ed il pm di Locri Nicola Gratteri (attuale pm della Dda di Reggio) che indagavano sui rapporti fra massoneria deviata, ‘ndrangheta e politica, fanno perquisire le abitazioni di alcuni boss della Piana di Gioia Tauro e della Locride. Si scopre così che i boss posseggono santini, fac-simili e vario materiale elettorale di 20 dei 34 parlamentari eletti in Calabria.Fra questi 20 c’era pure Agazio Loiero.
Nel 1994 la Procura antimafia di Reggio Calabria ottiene il rinvio a giudizio di Loiero per concorso esterno in associazione mafiosa, insieme a quello di un centinaio di esponenti del clan Piromalli-Molè di Gioia Tauro (processo "Tirreno"). Loiero – secondo l'accusa- avrebbe offerto <<in campo politico-istituzionale, ove poteva operare nella sua veste di deputato, favori, raccomandazioni e vantaggi economici nel settore delle opere pubbliche finanziate dallo Stato o da altri enti pubblici che interessavano l’associazione mafiosa, in cambio anche dell’appoggio in occasione delle competizioni elettorali>>.
Fra l’altro, il pm antimafia Roberto Pennisi sostenne che Loiero si era incontrato col mafioso Salvatore Filippone (uomo del clan Piromalli e condannato poi a 20 anni di carcere) per contrattare i voti delle cosche di Gioia Tauro.A casa del mafioso Salvatore Filippone, infatti, i carabinieri trovarono migliaia di fac-simili elettorali di Agazio Loiero. Anche il killer pentito del clan Piromalli-Molè, Annunziato Raso di Rosarno, confermò in aula di aver raccolto voti per Loiero perchè così ordinatogli dai suoi capi: i boss Piromalli e Molè.
Il 25 novembre 1997, però, Loiero è stato assolto. E’ stato lo stesso pm a chiedere l’assoluzione, sostenendo che il tentativo del clan Piromalli <<di impadronirsi del senatore Loiero per utilizzarlo per i propri fini connessi alla costruzione della centrale Enel di Gioia Tauro non era andato a buon fine, visto che Loiero alla fine a quella centrale si era opposto>>.
Nel frattempo, Loiero finisce sotto processo a Roma.Con esiti molto meno fortunati.Il processo si è concluso con la prescrizione per reato commesso. Loiero era imputato del reato di abuso d’ufficio con vantaggi patrimoniali per aver ottenuto illegittimamente, fra il 1991 ed il 1992, dal Servizio Segreto Civile due "segretarie in appalto", Anna Maria Santaniello e Anna Maria Ferrante, che però Loiero utilizzava (spesate e stipendiate, ovviamente, dallo stesso Sisde) per battere a macchina e classificare il suo enorme schedario di richieste di raccomandazioni. Le stesse segretarie hanno raccontato la vicenda con profusione di particolari. In qualità di ministro (prima dei Beni Culturali, poi degli Affari Regionali), Loiero è riuscito a rimandare le udienze decine e decine di volte, adducendo impedimenti di servizio istituzionale: un antesignano del "metodo Berlusconi".
Il 20 luglio del 2000, nell’udienza che doveva essere dedicata alla requisitoria del pm Bruno, ci fu l’ennesimo rinvio di ben quattro mesi. Ma, nel frattempo, nel settembre del 2000, è arrivata la salvifica e tanto attesa prescrizione.
(Si veda su questo il libro “Berlusconia: ultimo atto”, di G.Serra, M. Ottanelli, M. Sedda, D. De Jong e “La Repubblica delle Banane” di Peter Gomez e Marco Travaglio, Editori Riuniti)
CANDIDATO ALLA PRESIDENZA CON IL CENTRODESTRA
GIUSEPPE SCOPELLITI
"Si dice che il politico che ha avuto frequentazioni mafiose, se non viene giudicato colpevole dalla Magistratura, è un uomo onesto. No! La magistratura può fare solo accertamenti di carattere giudiziale. Le istituzioni hanno il dovere di estromettere gli uomini politici vicini alla mafia, per essere oneste e apparire tali”. (Paolo Borsellino)
Il sindaco di Reggio Calabria Scopelliti ha di recente ammesso, in un interrogatorio dinanzi al pm della Dda di Reggio Giuseppe Lombardo, di conoscere ed aver frequentato Antonino Fiume, killer della potente cosca De Stefano.
«Conosco Giuseppe Scopelliti, in quanto ho appoggiato politicamente lo stesso». È la frase pronunciata dal pentito Nino Fiume, l’ex killer dei De Stefano che aveva dichiarato in aula di aver sostenuto il sindaco nelle varie campagne elettorali. Scopelliti, interrogato dal pm ha dichiarato: «Conosco Fiume. Come tutti i ragazzi di questa città, negli anni ottanta frequentavo l’unica discoteca che c’era a Reggio, il Papirus. Era un gruppo ampio ma sempre circoscritto. Ci si conosceva un pò tutti. È stata una frequentazione estiva e casuale. Lo ricordo perché era tra quei ragazzi con cui ci si salutava e si scambiava qualche battuta. Non c’è stata nessuna frequentazione. Attraverso i giornali ho appreso che lui era vicino ai De Stefano e che era legato alla figlia di Paolo De Stefano. Mai parlato di politica con Fiume. Ho appreso dai giornali che faceva campagna elettorale per me».
A detta di Scopelliti, quindi, i suoi rapporti con Fiume si sarebbero fermati agli anni ‘80 quando erano circoscritti alla discoteca. E se da una parte ha sostenuto di non aver mai discusso con Fiume di politica, dall’altra ha affermato che, «probabilmente, è stato uno di quelli che diceva di votarmi». Come avrebbe fatto Fiume a comunicare il suo sostegno a Scopelliti se non lo ha mai visto in epoche successive alle serate del Papirus? È la domanda con cui il pm Lombardo ha sottolineato la contraddittorietà del discorso di Scopelliti che si è limitato a rispondere: «L’ho incontrato per caso in discoteca. Pino Scaramuzzino lo conosco per gli stessi motivi di Fiume con la differenza che lui è un operatore turistico della città. È il proprietario dell’Oasi. Qualche volta ho parlato di politica con Scaramuzzino nel 1995-1996. Credo siamo amici, li ho visti soltanto nella circostanza del locale».
VI CONVINCONO LE DICHIARAZIONI CONTRADDITTORIE DI SCOPELLITI? A me no!
Come avrebbe fatto Fiume a comunicare il suo sostegno a Scopelliti se non lo ha mai visto in epoche successive alle serate del Papirus? È la domanda con cui il pm Lombardo ha sottolineato la contraddittorietà del discorso di Scopelliti che si è limitato a rispondere: «L’ho incontrato per caso in discoteca. Pino Scaramuzzino lo conosco per gli stessi motivi di Fiume con la differenza che lui è un operatore turistico della città. È il proprietario dell’Oasi. Qualche volta ho parlato di politica con Scaramuzzino nel 1995-1996. Credo siamo amici, li ho visti soltanto nella circostanza del locale».
VI CONVINCONO LE DICHIARAZIONI CONTRADDITTORIE DI SCOPELLITI? A me no!Come avrebbe fatto Fiume a comunicare il suo sostegno a Scopelliti se non lo ha mai visto in epoche successive alla serata del Papirus? E’ la domanda con cui il pm Lombardo ha sottolineato la contraddittorietà del discorso di Scopelliti che si è limitato a rispondere : « L’ho incontrato per caso in discoteca. Pino Scaramuzzino lo conosco per gli stessi motivi di Fiume con la differenza che lui è un operatore turistico della città. E’ il proprietario dell’Oasi. Qualche volta ho parlato di politica con Scaramuzzino nel 1995-1996. Credo siamo amici, li ho visti soltanto nella circostanza del locale».
(Su questo si veda Gazzetta del Sud, Calabria Ora e Il Quotidiano del 25 novembre 2009)
Scopelliti, inoltre, quale sindaco di Reggio Calabria, è stato condannato nel novembre 2009 dalla Corte dei Conti a risarcire l’erario per 1.300.000 euro, in solido con un tecnico comunale, per via di una ex fabbrica per la lavorazione degli agrumi, “Italcitrus”, che il Comune di Reggio Calabria ha acquistato per 2.500.000 euro al fine di trasformarla in un centro di produzione della Rai. La Corte dei Conti ha accertato che il prezzo di acquisto era doppio rispetto ad una precedente valutazione realizzata dal Tribunale di Reggio Calabria in un altro procedimento.
Scopelliti, inoltre, nel novembre scorso è stato rinviato a giudizio dal gip di Reggio Kate Tassone per <<occupazione abusiva di spazio demaniale e violazione del codice della navigazione, avendo Scopelliti fatto sorgere a meno di trenta metri dalla battigia quattro gazebo sul lungomare di Reggio. I gazebo in questione sarebbero stati costruiti senza i necessari pareri degli uffici competenti. Il mancato nulla osta del demanio marittimo aveva fatto sì, nel 2006, a tre giorni dalla consegna, che i lavori fossero fermati dalla Capitaneria di porto su richiesta del gip. Da allora il Comune di Reggio Calabria si era disinteressato della loro rimozione e aveva difeso i gazebo>>.
(Si veda su questo Gazzetta del Sud del 15 ottobre 2009).
Infine, per il 13 aprile prossimo è prevista la requisitoria del Pm nel processo che vede Scopelliti
ed il suo assessore comunale Caridi accusati omissione di atti d’ufficio per non avere posto in essere adeguate azioni di programmazione, controllo e vigilanza in ordine allo smaltimento del percolato originato da una discarica. Secondo l’accusa, Scopelliti e Caridi non avrebbero provveduto alla bonifica e messa in sicurezza della discarica, vero pericolo per la città di Reggio Calabria a causa della presenza di rifiuti pericolosi e per l’ingente percolato (il liquido prodotto dalla sedimentazione dei rifiuti organici) mai smaltito. Sempre per l’accusa, la situazione appariva ancora più grave per la presenza nelle vicinanze della discarica di una scuola elementare.
( Si veda Gazzetta del Sud del 14 marzo 2008 e Calabria Ora del 24 febbraio 2010).
CANDIDATI LISTE CENTROSINISTRA IN APPOGGIO A LOIERO NELLA PROVINCIA DI COSENZA
LISTA PD
CARLO GUCCIONE, già segretario regionale dei Ds, assunto nei ranghi della Regione attraverso il celebre e vergognoso “Concorsone regionale”.
Il fratello di Carlo Guccione, di nome Fabrizio e consigliere comunale dei Ds a Rende sino al 2001, è invece stato definitivamente condannato ad 1 anno e 4 mesi per estorsione nell’ambito dell’inchiesta “Twister” condotta nel 2004 dai carabinieri e dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro contro un’organizzazione che gestiva un vasto giro di usura a Cosenza ed aveva creato, in alleanza con la ‘ndrangheta, una vera e propria economia parallela. Secondo la Dda di Catanzaro e la Procura di Cosenza e poi la sentenza definitiva, Fabrizio Guccione (all’epoca arrestato) avrebbe preteso da un commercialista e dal presidente di una cooperativa il pagamento di una mazzetta da 300 milioni di lire a titolo di “ringraziamento” per aver favorito la vendita di un terreno. La somma sarebbe servita a garantire anche futuri ulteriori affari. Per ottenere il pagamento, Fabrizio Guccione si presentò allo studio del commercialista in compagnia del pluripregiudicato, e personaggio vicino alla ‘ndrangheta, Marcello Mazza. Quest’ultimo minacciò il commercialista di pagare subito Fabrizio Guccione. Preoccupati dell'intervento di Mazza, il commercialista-parte offesa e l’imprenditore colluso con la ‘ndrangheta Domenico Vulcano chiesero quindi un incontro urgente con Franco Presta, altro boss della ‘ndrangheta cosentina. Presta intervenne e al commercialista venne imposto di pagare la mazzetta. Non a Gruccione questa volta, ma direttamente ai boss di Cosenza Franco Presta, Carmine Chirillo e Carmine Pezzulli.
(Si veda per l’intera vicenda Gazzetta del Sud del 12 marzo 2008, Gazzetta del Sud e Il Quotidiano della Calabria del 7 marzo 2009 e Gazzetta del Sud del 9 marzo 2004 edizione di Cosenza)
NICOLA ADAMO, vicepresidente della giunta Loiero e già segretario regionale dei Ds. Rinviato a giudizio il 3 marzo 2010 per il reato di corruzione nell’ambito dell’inchiesta “Why Not”. Secondo l’accusa, Nicola Adamo avrebbe ottenuto denaro dall’imprenditore e presidente della Despar Antonino Gatto (anch’egli rinviato a giudizio), in occasione delle elezioni regionali del 2005. Nell’ambito della stessa inchiesta, Nicola Adamo è stato rinviato a giudizio anche per alcuni presunti casi di abuso d’ufficio. Il processo inizierà il 9 giugno.
(Si veda Gazzetta del Sud, Il Quotidiano della Calabria e Calabria Ora del 3 marzo 2010)
Nicola Adamo è stato inoltre condannato dalla Corte di Conti al pagamento dei danni erariali per uno spostamento illegittimo di una dipendente regionale all’epoca in cui lo stesso Adamo rivestiva la carica di assessore al Personale nella giunta Rodhio. (Su questo si veda Gazzetta del Sud 21 maggio 2003).
Tramite il famoso e vergognoso “Concorsone regionale”, Nicola Adamo ha sistemato alla Regione: Adriana Lucchetta,già telefonista della Federazione Ds di Cosenza e poi collaboratrice dello stesso Adamo; Nicola Gargano, ex consigliere regionale Ds; Giuseppe Marcucci, ex segretario provinciale Ds di Catanzaro; l’ex segretario provinciale Ds di Cosenza Carlo Guccione, poi segretario regionale dei Ds al posto dello stesso Nicola Adamo.
Ed ancora: Nicola Adamo è indagato nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Paola relativa ad investimenti nel settore della produzione dell’ energia eolica realizzati nella zona dell’alto Tirreno cosentino. I reati ipotizzati vanno dall’abuso d’ufficio alla corruzione.
(Si veda Il Quotidiano della Calabria del 12 novembre 2007)
Enza Bruno Bossio, moglie di Nicola Adamo, è stata invece rinviata a giudizio dal gup di Lecce per truffa e falso ideologico: come commissaria ministeriale avrebbe stilato una relazione falsa in favore di un’azienda pugliese che ha poi ricevuto i fondi dalla legge 488.
(Si veda Ansa e Il Quotidiano della Calabria del 17 febbraio 2008)
Infine, Nicola Adamo ed Enza Bruno Bossio sono indagati per «bancarotta semplice e fraudolenta» nell’ambito del fallimento della società “Tesi”, azienda cosentina per lungo tempo impegnata nella fornitura di servizi informatici. Gli atti sono stati trasferiti per competenza territoriale dalla procura di Catanzaro a quella di Cosenza.
(Su questo si veda Gazzetta del Sud 1 dicembre 2009)
STEFANIA COVELLO, consigliere regionale uscente ma soprattutto figlia di Franco Covello, nominato da Loiero presidente del Comitato per il dissesto idrogeologico in Calabria, ex senatore democristiano, poi amministratore unico delle Ferrovie della Calabria con Forza Italia, infine trasvolato nella Margherita e quindi nel Pd. Franco Covello è indagato per corruzione dalla Procura di Firenze nell’ambito dell’inchiesta sullo scandalo degli appalti gestiti dalla Protezione civile e gli affari sporchi del dopo-terremoto in Abbruzzo.
Fra le tantissime telefonate di Covello con Balducci (arrestato), una chiama in causa anche Loiero.
Covello dice infatti nelle telefonate intercettate con Balducci: «ti volevo dire… siccome io sono con il Presidente della Regione Calabria… verso le 12,30… se puoi memorizzare … ti chiamo e te lo passo … gliel'ho detto per la figliola …okay? …ti abbraccio». Balducci acconsente: «Come no? … va benissimo…va bene, va bene.».. Annotano gli investigatori: «Parrebbe quindi che, in una cornice di scambio di favori, Covello intenda richiedere a Balducci un favore per la figlia del presidente della Regione Calabria Loiero».
(Si veda La Stampa del 16 febbraio 2010)
GIOVANNI BATTISTA GENOVA, ex sindaco di Corigliano, indagato per abuso d’ufficio nella vicenda riguardante un concorso per 5 posti di ufficiale nella Polizia municipale di Corigliano. Un caso riaperto dal gip del Tribunale di Rossano Federica Colucci. La vicenda esplose nel novembre del 2007 quando al Comune di Corigliano ed alla Procura della Repubblica di Rossano arrivarono dei plichi sigillati con sopra scritto: "aprire alla fine del concorso". Nei plichi c’erano i nomi dei vincitori del concorso e gli stessi plichi risultavano essere depositati in Procura già nel febbraio del 2006.Seguirono vari esposti che contestarono l’illegittimità del concorso e i sequestri di documenti operati dalla Guardia di Finanza nelle stanze del Comune di Corigliano. Il gip ha disposto la riapertura delle indagini «a fronte di illegittimità documentali» e per via della testimonianza di un denunciante che ad avviso del magistrato «non solo ha reso dichiarazioni chiare, logiche e precise, ma ha fornito un riscontro estrinseco ed ha depositato il nome dei vincitori del concorso quando ancora non tutte le prove erano espletate, ed ha preannunciato che i vincitori sarebbero stati 6 e non 5 perché la partecipante C.C., già indicata come vincitrice, sarebbe andata via per altro ente. Tutte circostanze che si sono poi esattamente verificate».
(Sulla vicenda si veda La Gazzetta del Sud del 17, 18 e 19 dicembre 2008)
MARIO MAIOLO, assessore regionale uscente. Indagato dalla Procura di Catanzaro in un’inchiesta sulle attività della società “Tesi”. Società mista pubblica-privata operante nel settore informatico ed ambientale, la cui gestione ha visto coinvolti, trasversalmente, esponenti del centrosinistra e del centrodestra. Ad erogare i finanziamenti, sulla gestione dei quali vengono ipotizzati vari illeciti, sono stati l'Unione europea, lo Stato e la Regione Calabria, che figurano nell’inchiesta come parti lese.
(Si veda Gazzetta del Sud 16 dicembre 2008, Il Quotidiano della Calabria del 16 dicembre 2008)
SALVATORE PIRILLO, segretario del Pd di Amantea, assunto nei ranghi della Regione con la celebre e vergognosa leggina numero 25 (“Concorsone regionale”) che ha permesso la chiamata diretta, come portaborse, di figli, cognati, fratelli e parenti dei consiglieri regionali e quindi la loro successiva stabilizzazione senza lo straccio di un concorso pubblico.
(Su questo si veda Il Corriere della Sera del 18 ottobre 2002 e del 7 ottobre 2005 a firma di Gian Antonio Stella).
Salvatore Pirillo è inoltre figlio di Mario Pirillo, attuale eurodeputato del Pd ed un passato da assessore regionale al Bilancio sia con giunte di centrodestra che di centrosinistra. Mario Pirillo è passato dalle fila della Dc al Ppi, poi al Cdu, quindi all’Udeur, poi nella Margherita sino alla sua espulsione da tale partito e l’adesione al Pdm di Loiero. Infine, l’eurodeputato si è accasato nel Pd. Mario Pirillo, al centro da anni di varie inchieste giudiziarie, passa anche alla storia per essere stato l’unico assessore regionale italiano, con delega alla Caccia, ad essere stato diffidato dalla Lav (Lega antivivisezione) per aver approvato un calendario venatorio fuori legge che anticipa la caccia in Calabria al 1 Settembre (unica Regione d’Italia). Celebri anche le annuali e puntuali censure della Corte dei Conti calabrese all’indirizzo dei bilanci regionali disastrosi, ed all’insegna dello sperpero, varati da Mario Pirillo nei suoi tanti anni trascorsi alla guida dell’assessorato regionale al Bilancio (la Regione Calabria in 30 anni non ha mai consegnato un bilancio in regola coi tempi e i modi fissati dalla legge).
SANDRO PRINCIPE ex assessore regionale della giunta Loiero, ex sindaco di Rende, ex sottosegretario al Lavoro.
I suoi fac-simili ed il suo materiale elettorale vennero trovati nelle abitazioni di centinaia di mafiosi della Piana di Gioia Tauro e della Locride durante il famoso “blitz delle preferenze”, scattato alla vigilia delle elezioni politiche dell’aprile 1992. Il blitz era stato ordinato dall’allora procuratore di Palmi Agostino Cordova e dall’allora pm di Locri Nicola Gratteri. Per ben due volte Cordova ed il suo sostituto Francesco Neri (attuale sostituto Pg a Reggio Calabria) chiesero l’autorizzazione a procedere nei confronti dell’allora sottosegretario al Lavoro Sandro Principe. L’autorizzazione venne però negata dalla Giunta delle autorizzazioni a procedere della Camera dei deputati (relatore il massone Alfredo Biondi, ex Pli, poi passato alla storia per il decreto "salvaladri" varato come ministro della Giustizia del primo Governo Berlusconi. Biondi è anche un pregiudicato per frode fiscale). Alla massoneria sarebbero stati legati da sempre sia Sandro Principe che suo padre Francesco (detto “Cecchino”), deceduto da qualche anno. Nei giorni in cui la Giunta della Camera doveva decidere l’autorizzazione a procedere per concorso in associazione mafiosa nei confronti di Sandro Principe, suo padre Cecchino si trasferì a Roma dove – secondo l’ex presidente della Commissione parlamentare antimafia Francesco Forgione ed il giornalista Paolo Mondani – lo si poteva facilmente vedere passeggiare in Transatlantico a braccetto con Forlani e Misasi. Nella richiesta del procuratore Cordova avanzata nei confronti di Sandro Principe c’era di tutto. Dalla campagna elettorale fatta per Sandro Principe da mafiosi e pregiudicati della Piana di Gioia Tauro (dai boss Versace di Polistena agli Avignone di Taurianova, a molti altri), sino agli incontri di Sandro Principe ( fotografati dai carabinieri di Rosarno) col boss mafioso Marcello Pesce nella saletta riservata del bar “Crystall” di Rosarno. Agli atti anche le lettere di raccomandazione inviate da Sandro Principe all’allora sottosegretario alla Difesa socialista al fine di far ottenere l’esonero dal servizio militare al pregiudicato di Rosarno Galatà (fratellastro del boss Marcello Pesce). Secondo i magistrati Agostino Cordova e Francesco Neri, tale ultimo favore fu chiesto a Sandro Principe dall’allora consigliere comunale socialista di Rosarno La Ruffa, pregiudicato e cognato degli stessi Pesce.Un atto assolutamente illegittimo visto che Galatà era stato dichiarato idoneo al servizio miltare.
Agli atti della richiesta di autorizzazione avanzata dalla Procura di Palmi contro Sandro Principe, anche la testimonianza dell’ex ministro Giacomo Mancini, non rieletto in quelle elezioni politiche del 1992 per via della sua ferma opposizione alla costruzione della centrale Enel a Gioia Tauro. Mancini dichiarò a Cordova che la mafia della Piana di Gioia Tauro votò all’epoca per Sandro Principe, Paolo Romeo, Sisinio Zito e Saverio Zavettieri. Contro Sandro Principe, infine, anche la testimonianza dell’ex sindaco comunista di Rosarno Giuseppe Lavorato che spiegò ai magistrati come per formare all’epoca la giunta di sinistra a Rosarno (che vedeva esclusa la Dc), lui stesso dovette trattare direttamente con Sandro Principe, al quale chiese l’esclusione dalla sua giunta di persone in odore di mafia. Come dire: Sandro Principe disponeva direttamente del Psi di Rosarno ed era perfettamente a conoscenza dei legami con la ‘ndrangheta dei suoi membri.
(Per tali episodi si veda il libro “Oltre la cupola” di Francesco Forgione e Paolo Mondani, Rizzoli editore).
“AUTONOMIA e DIRITTI”( Lista ispirata da Loiero)
ROSARIO MIRABELLI, già capogruppo di Alleanza Nazionale nel Consiglio comunale di Rende, ex consigliere provinciale, poi trasvolato nell’Udeur e nel centrosinistra per le elezioni regionali del 2005, poi candidato a sindaco di Rende nel 2006 con una lista civica e quindi ora nel centrosinistra con “Autonomia e diritti” e con Loiero.
GILBERTO RAFFO, attuale consigliere provinciale di Cosenza, già presidente del Nuovo Psi di De Michelis (centrodestra), poi trasvolato nel centrosinistra con l’Udeur, ora in “Autonomia e diritti”.
NATALE ZANFINI, ex consigliere provinciale eletto con l’Udc, poi passato all’Italia di Mezzo e quindi trasvolato nel centrosinistra e nel Pd.
LISTA “SLEGA LA CALABRIA”
UGO PISCITELLI, sindaco di Mendicino, indagato e di nuovo sotto processo dopo che l’ 8 gennaio 2008 la sesta sezione della Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza con cui, a marzo del 2007, i giudici d'Appello lo avevano assolto. L’accusa di abuso d'ufficio riguarda una concessione edilizia.. In primo grado, Piscitelli era stato condannato ad otto mesi. In Appello era arrivata l’assoluzione ma la Cassazione ha poi deciso per un nuovo processo d’Appello annullando la precedente assoluzione.
(Si veda Gazzetta del Sud del 27 maggio 2008)
Per altra vicenda giudiziaria la Corte dei Conti aveva disposto il sequestro conservativo dello stipendio e dell’indennità del sindaco Ugo Piscitelli, pignorandone le retribuzioni. La magistratura contabile contesta infatti ad Ugo Piscitelli di aver cagionato danni erariali nell’ambito della vertenza relativa alla costruzione del ponte “Avis”.
(si veda Gazzetta del Sud del 10 febbraio 2000)
FEDERAZIONE SINISTRA
ANTONINO TRAMONTE, ex sindaco di Saracena, prescritto dal Tribunale di Castrovillari per i reati di abuso e falso, commessi tra il ‘92 ed il ‘94. Nel 1994 per tale vicenda giudiziaria Antonino Tramonte era finito agli arresti domiciliari. Tramonte era accusato di aver falsamente attestato che alcuni fabbricati ricadevano al di fuori del perimetro urbano di Saracena, così esentando i proprietari dalla procedura di condono edilizio.
(Si veda Gazzetta del Sud del 21 febbraio 2001)
LISTA “ALLEANZA PER LA CALABRIA”
COSIMO MARIO SALVATI, ex sindaco di San Lorenzo del Vallo, condannato dalla Corte dei Conti per aver provocato un danno erariale di oltre 60 milioni di vecchie lire attraverso l’illecita
corresponsione di emolumenti a Luigi Zagarese, fratello dell’allora assessore comunale Oreste Zagarese, «per inesistenti prestazioni di custodia – riferisce la sentenza – relative al castello di San Lorenzo del Vallo». I fatti relativi al "falso custode" risalgono al 30 novembre 2001, con l’approvazione di un’apposita delibera. Accertato che la permanenza di Luigi Zagarese all'interno del castello configurava un’occupazione abusiva piuttosto che un servizio di custodia, la Corte dei Conti avviò un’istruttoria. Giungendo fino alla condanna. Gli amministratori, secondo i giudici contabili, avrebbero elargito «una vera e propria regalìa all’occupante abusivo dell’immobile, che peraltro non ha mai esercitato alcuna vigilanza. La tesi del rapporto di custodia – aggiunge la sentenza – oltre che smentita dalle relazioni dell’Ufficio tecnico comunale di San Lorenzo del Vallo, appare incompatibile con il rapporto di servizio che legava Luigi Zagarese all’ex Esac presso il frigomacello di Rende, dove l’uomo si recava quotidianamente tra il 5 ottobre 1982 e il 1 aprile 1998».
(per la vicenda e la condanna si veda Gazzetta del Sud 8 novembre 2007)
MICHELANGELO SPATARO, ex amministratore di FinCalabra, ex Ccd, poi ex segretario cittadino del Cdu, quindi capogruppo al consiglio comunale di Cosenza con l’Udeur, poi nel Pd, infine passato all’Api. E’ stato rinviato a giudizio lo scorso 2 marzo nell’ambito dell’inchiesta “Why Not”. Dovrà comparire dinanzi al Tribunale di Catanzaro il prossimo 9 giugno.
(Si veda Il Quotidiano della Calabria, Gazzetta del Sud e Calabria Ora del 3 marzo 2010)
Michelangelo Spataro è indagato inoltre per bancarotta semplice e fraudolenta in un’inchiesta sulle attività della società “Tesi”. Società mista pubblica-privata operante nel settore informatico ed ambientale, la cui gestione ha visto coinvolti, trasversalmente, esponenti del centrosinistra e del centrodestra. Ad erogare i finanziamenti, sulla gestione dei quali vengono ipotizzati vari illeciti, sono stati l'Unione europea, lo Stato e la Regione Calabria, che figurano nell’inchiesta come parti lese. Gli atti sono stati trasferiti per competenza territoriale dalla Procura di Catanzaro a quella di Cosenza.
(su questo si veda Gazzetta del Sud 1 dicembre 2009)
DIEGO TOMMASI, ex assessore regionale all’Ambiente nella giunta Loiero, indagato dalla Procura di Crotone insieme ad altre 16 persone (fra gli altri l’ex ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro, l’ex sottosegretario alle Attività produttive Pino Galati di Lamezia, l’ex presidente della Regione Calabria Giuseppe Chiaravalloti, un giudice del Tar di Catanzaro, ecc.) nell’inchiesta condotta dal pm Pierpaolo Bruni sui finanziamenti pubblici erogati per la realizzazione di una centrale per la produzione di energia elettrica a turbogas nel comune di Scandale, nel crotonese.
Diego Tommasi è indagato per tentata concussione in concorso con Alfonso Pecoraro Scanio, Egidio Pastore e Antonio Principe. La richiesta di denaro sarebbe servita, secondo la Procura, ad «assicurare il buon esito del progetto di realizzazione di una centrale elettrica a cura della "Crotone power development"». Nel dettaglio Pastore e Principe, tramite Francesco Trebisonda (che non è indagato, ma ha subito una perquisizione), avrebbero richiesto al procuratore legale della società Antonio Argentino il pagamento di una somma per consulenze fittizie da affidare formalmente a «società riconducibili a Diego Tommasi e Pecoraro Scanio». Una richiesta alla quale Argentino disse No.L’inchiesta, ribattezzata “Energopoli” parla anche di tangenti che sarebbero state versate per ottenere le autorizzazioni a realizzare altri tre impianti a Crotone, Rizziconi e in Molise.
(Si veda Gazzetta del Sud, Corriere della Sera, Il Quotidiano della Calabria del 13, 14 e 15 luglio 2009)
CANDIDATI LISTE CENTRODESTRA IN APPOGGIO A SCOPELLITI NELLA PROVINCIA DI COSENZA
LISTA PDL
PINO GENTILE Indagato per il fallimento della società “Tesi”, azienda cosentina per lungo tempo impegnata nella fornitura di servizi informatici. Il 30 novembre 2009 il gup di Catanzaro Abigail Mellace, davanti alla quale si stava svolgendo l’udienza preliminare sui presunti gravi illeciti nella gestione dei fondi pubblici destinati alla Calabria, ha deciso il trasferimento di tutti gli atti al Tribunale di Cosenza, competente territorialmente. Pino Gentile è indagato per bancarotta semplice e fraudolenta. (Si veda Gazzetta del Sud 1 dicembre 2009).
Pino Gentile, unitamente al fratello Antonio (senatore), è stato chiamato in causa da diversi pentiti della ‘ndrangheta cosentina in molti processi. In particolare, il senatore Antonio Gentile è stato accusato di aver avuto l’appoggio elettorale della ‘ndrangheta alle politiche del 1992 (correva per il Psi). Anche l’ex sindaco di Cosenza Giacomo Mancini ha dichiarato che nel 1992 Antonio Gentile era scortato da un "nutrito stuolo di personaggi molto noti alla giustizia".
Pino Gentile, attuale consigliere regionale, è stato sindaco di Cosenza, consigliere ed assessore regionale, indifferentemente con giunte di centrosinistra e centrodestra. Prima di approdare a Forza Italia ha militato nel Psi e poi nel Pri.
.Per capire il trentennale potere clientelare ed affaristico coltivato dai fratelli Gentile basta considerare le seguenti assunzioni effettuate dai due fratelli, negli anni, a favore di propri strettissimi congiunti. Alla Camera di Commercio di Cosenza viene bandito un concorso per 12 posti. Fra i vincitori troviamo: Claudio Gentile, fratello di Antonio e Pino Gentile, e Massimiliano Manna, nipote dei Gentile.Alla "PromoCosenza" e alla Calab (società entrambe collegate alla Camera di Commercio di Cosenza) viene assunta a tempo determinato Daniela Gentile, nipote di Antonio e Pino Gentile. Ed ancora: l’Asl di Cosenza bandisce un concorso per 35 assistenti amministrativi e fra i vincitori risultano: Gentile Anna Rosa, Gentile Antonella, Gentile Katia, Gentile Manuela e Gentile Barbara, tutte figlie e nipoti dei potenti e "trasparentissimi" fratelli Gentile. Nella società “Sviluppo Italia Calabria” è stato invece sistemato Sandro Mazzuca, nipote di Pino Gentile.
Pino Gentile è infine imputato a Lamezia Terme per truffa, falso e abuso d’ufficio insieme all’ex presidente della giunta regionale Giuseppe Chiaravalloti per avere firmato con alcuni dirigenti dell’ente un accordo di programma per il finanziamento di circa 4,2 milioni destinato alla costruzione del Grand Hotel Marechiaro a Gizzeria.
(Su questo si veda Il Quotidiano della Calabria e Gazzetta del Sud del 16 marzo 2010)
GIANPAOLO CHIAPPETTA Nella società “Sviluppo Italia Calabria”, azienda famosa per aver scialacquato miliardi di vecchie lire in operazioni fallimentari, è riuscito a far assumere a tempo indeterminato e per chiamata diretta la propria nipote Giovanna Campanaro.
Un caso, quello di Sviluppo Italia Calabria e delle sue assunzioni clientelari, che ha fatto gridare allo scandalo l’intera Italia e di cui si è fatto interprete Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera in un articolo dal titolo esemplare: “Sviluppo Parenti”.
(Su questo si veda pure La Provincia Cosentina del 25 ottobre 2007)
FRANCO MORELLI, ex Dc, ex capo di Gabinetto di Chiaravalloti, legatissimo all’Opus Dei, consigliere regionale uscente di Alleanza Nazionale, famoso anche per essere stato immortalato dalle telecamere di “Annozero” mentre abbracciava e baciava il consigliere regionale Domenico Crea (questi poi arrestato) con la celebre frase <<…Crea è compare del mio compare…>>
Nell’ambito dell’inchiesta Why not, Franco Morelli è stato rinviato a giudizio e dovrà comparire dinanzi al Tribunale di Catanzaro il 9 giugno prossimo nella qualità di ex dirigente generale del Dipartimento Obiettivi strategici della Regione. A Franco Morelli viene contestata, in concorso con Antonio Saladino e Giuseppe Lillo, l’adozione di atti amministrativi non rispondenti all’interesse generale. In altro filone di Why Not, Franco Morelli è invece indagato per truffa dalla Procura di Paola.(Si veda Gazzetta del Sud, Il Quotidiano della Calabria, Calabria Ora del 3 marzo 2010).
Infine, Franco Morelli è indagato per «bancarotta semplice e fraudolenta» nell’ambito del fallimento della società “Tesi”, azienda cosentina per lungo tempo impegnata nella fornitura di servizi informatici. Gli atti sono stati trasferiti per competenza territoriale dalla procura di Catanzaro a quella di Cosenza.
(Su questo si veda Gazzetta del Sud 1 dicembre 2009)
ENNIO MORRONE, consigliere regionale uscente ex Udeur, indagato dal 2003 dalla Dda di Catanzaro in un’inchiesta sulla penetrazione della ‘ndrangheta nei lavori della Salerno-Reggio Calabria. Rinviato a giudizio nell’ambito dell’inchiesta Why Not”, dovrà comparire dinanzi al Tribunale di Catanzaro il 9 giugno prossimo.
(Si veda Gazzetta del Sud, Il Quotidiano della Calabria e Calabria Ora del 3 marzo 2010).
LUCIANO NERI, coordinatore del Pdl di Montalto Uffugo. Il gup di Salerno ha trasmesso gli atti riguardanti la sua posizione alla Procura di Catanzaro per competenza territoriale. Luciano Neri è indagato nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Dda di Salerno, e denominata “Dinasty – Do ut Des”, per il reato di falso in atto pubblico per aver fatto parte della Commissione regionale che avrebbe falsamente attestato la regolarità delle pratiche presentate dalla società “Il Melograno Village”. Società che così, grazie a tale falsa attestazione, incassò i finanziamenti regionali per la realizzazione di un villaggio turistico a Parghelia. Socia occulta del “Melograno village” sarebbe stata il giudice di Vibo Valentia Patrizia Pasquin, arrestata nell’operazione “Dinasty – Do ut Des” ed attualmente sotto processo a Salerno.
ANTONIO PIZZINI, consigliere regionale uscente, già distintosi come sindaco di Paola negli anni ’80 per aver lasciato le casse del Comune con un dissesto finanziario di oltre 15 miliardi di vecchie lire.
LISTA UDEUR-PRI-NUOVO PSI
LEO BATTAGLIA Consigliere comunale di Castrovillari del Nuovo Psi. Il 5 gennaio scorso non ha trovato di meglio che scrivere a tutti gli organi di informazione ed al sindaco di Castrovillari Franco Blaiotta per proporre l’intitolazione del Villaggio scolastico e della scuola elementare di Castrovillari alla memoria del tangentista e pluripregiudicato per corruzione Bettino Craxi.
SERGIO STANCATO, arrestato il 7 maggio 1998 perché da assessore regionale all’ Ambiente avrebbe intascato una mazzetta da un miliardo di vecchie lire da alcuni imprenditori interessati ad ottenere gli appalti per il disinquinamento acustico e atmosferico in Calabria .In carcere finì all’epoca pure il segretario di Stancato. Politicamente Sergio Stancato ha iniziato nel Ccd, poi è passato nel Patto Segni, quindi nell’Upr di Cossiga. Rieletto consigliere regionale nel 2005 col centrodestra ed il Nuovo Psi, è subito ripassato nel centrosinistra con l’Udeur per poi approdare nuovamente nel centrodestra.Il processo a Stancato, fra rimpalli di competenze territoriali tra Catanzaro e Paola, è finito in prescrizione.
(Si veda Gazzetta del Sud 8 Maggio 1998).
VINCENZO CESAREO, ex consigliere comunale e coordinatore cittadino di Forza Italia a Cetraro. Ex consigliere regionale con Forza Italia. E’ cognato del boss della ‘ndrangheta Franco Muto di Cetraro, noto anche come “il re del pesce”. Vincenzo Cesareo, passato poi nel centrosinistra, non è stato ricandidato alle regionali del 2005 per via di alcune sue telefonate intercettate col cognato e boss Franco Muto, finite agli atti del processo antimafia “Azymuth”.
Nell’ambito di tale operazione, condotta dalla Dda di Catanzaro, sono rimasti coinvolti anche Roberto, Patrizia e Carmen Cesareo, quest’ultima sorella di Vincenzo.
Alle politiche del 2006, Vincenzo Cesareo è stato candidato alla Camera dei deputati, quale capolista in Calabria, per la “Lega Nord-Mpa”. Ora ci riprova alla Regione nel “Psi-Socialisti Uniti”di Saverio Zavettieri, a sostegno del candidato alla presidenza per il centrodestra Giuseppe Scopelliti.
GIUDITTA DE SANTIS, vicesegretaria del Pd di Rende, consigliere comunale di Rende, trasvolata dal Pd al Nuovo Psi, passando così dal centrosinistra al centrodestra.
TOMMASO SIGNORELLI ex vicesindaco di Amantea, ex assessore comunale nelle ultime 3 giunte in quota al Partito democratico, tratto in arresto nel dicembre del 2007 nel corso della maxioperazione antimafia “Nepetia” condotta dalla Dda di Catanzaro contro 39 persone accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso, spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, turbativa d’asta e altri reati minori. Sino al 7 settembre 2009 Signorelli è stato detenuto agli arresti domiciliari. Il Consiglio comunale di Amantea è stato nel frattempo sciolto per infiltrazioni mafiose. Il processo “Nepetia” è in corso al Tribunale di Paola.
Nel frattempo, Tommaso Signorelli ha lasciato il Pd per rifugiarsi nei “Socialisti Uniti” di Saverio Zavettieri. Secondo l’accusa della Dda di Catanzaro, il clan del boss Tommaso Gentile di Amantea (già condannato a 20 anni di carcere con il rito abbreviato nell’ambito della stessa inchiesta) avrebbe sostenuto elettoralmente Signorelli nelle consultazioni comunali di Amantea del 2004 e del 2006 << terrorizzando ed influenzando la popolazione di Amantea – scrive la Dda – con vari atti intimidatori a colpi di arma da fuoco>>. Signorelli è accusato di essere stato il politico di riferimento del clan Gentile-Africano dal 2004 al 2007 e di aver favorito il sodalizio mafioso nell’acquisizione di appalti e servizi pubblici, in particolare nella gestione del porto di Amantea e nell’aggiudicazione dei lavori di manutenzione dell’imboccatura, nonché per qualsiasi altra necessità dei singoli sodali.
CANDIDATI LISTE CENTROSINISTRA IN APPOGGIO A LOIERO NELLA PROVINCIA DI CROTONE
AUTONOMIA E DIRITTI (lista ispirata da LOIERO)
NICODEMO FILIPPELLI, ex Udeur ed Mpa, già sindaco di Cirò Marina. Nella veste di assessore provinciale di Catanzaro (quando ancora Crotone non era stata elevata a Provincia) si è salvato grazie alla prescrizione in un procedimento penale relativo ad una truffa da 900 milioni nel c.d. “scandalo Cif”, cioè quello di un immobile ceduto a titolo gratuito al Centro Italiano Femminile e da questi dato in locazione alla Provincia di Catanzaro. Il Cif, secondo la Procura di Catanzaro, era un ente privo di personalità giuridica e quindi non avrebbe potuto acquistare l’immobile, nè pretendere i canoni di locazione dalla Provincia di Catanzaro.
CANDIDATI LISTE CENTRODESTRA IN APPOGGIO A SCOPELLITI NELLA PROVINCIA DI CROTONE
PDL
PASQUALE SENATORE, sindaco di Crotone dal 1997 al 2005, consigliere regionale uscente.